Cornetto o croissant? Scopri le differenze

Si dice da sempre che la colazione è il pasto più importante della giornata, e spesso e volentieri secondo noi è anche il più goloso. Si perché c’è una coppia formidabile nella nostra tradizione, e non solo, che è composta da “cornetto e … cappuccino o caffè” che rende il risveglio ancora più gradevole e rappresenta per molti un vizio di ogni mattina, per altri lo strappo alla regola da fare ogni tanto. Che si tratti di un cornetto o di un croissant, l’odore di quelli caldi appena sfornati è un richiamo per chiunque, ma se volessimo essere precisi, le differenze tra i due ci sono eccome e la confusione su questi cugini gourmet è tanta e dovuta probabilmente dall’inganno della forma a mezza luna che li accomuna.

Partiamo dalla tradizione

Si sa, quando una cosa è buona, soprattutto nel mondo del cibo, si tende a mettere una bandierina su tutte quelle specialità gastronomiche che rappresentano un simbolo e un vanto per marcarne il senso di appartenenza alla propria città, regione o stato. Se pensiamo al croissant ci viene subito in mente la Francia, che è invece solo il genitore adottivo perché sembra proprio che l’origine di questa prelibatezza sia da associare all’Austria, che lo inventò con il nome di Kipferl. In Italia invece la nascita del cornetto risale al 1683, grazie agli intensi rapporti commercial tra Venezia e Vienna, e seppur si tende a dare il primato di precedenza al croissant francese, questo in realtà comparirà solo più avanti nel 1770 con il matrimonio tra Maria Antonietta e Luigi XVI, quindi, secondo la tradizione resta in vantaggio il nostro cornetto tricolore.

Differenze sostanziali e tradizioni

Come dicevamo, nonostante l’ingannevole forma in comune a mezza luna, croissant e cornetto si differenziano soprattutto per la ricetta, e per chi è un esperto basta l’odore a far intendere di chi stiamo parlando dei due. Mentre il cornetto è composto da farina, latte, burro, zucchero, lievito, sale e uova, ed ha un sapore molto aromatico e dolce, il croissant non vuole le uova e abbassa notevolmente il quantitativo di zucchero prediligendo più burro, che gli conferisce quel tipico odore di croissant e soprattutto gli dona un sapore più neutro adatto al dolce o al salato. Inoltre c’è differenza nella lavorazione: il croissant infatti ha delle tempistiche molto precise di lavorazione, fino a 48 ore, necessita almeno di 24 ore di riposo a temperatura controllata e altre 24 per terminare la lievitazione prima di andare in cottura. La vera riuscita di un buon croissant, la si vede soprattutto dalla sfogliatura interna e da quanta aria ha incorporato l’impasto, mentre la superficie esterna viene spesso resa croccante da una spennellata di tuorlo d’uovo. Per quanto riguarda i cornetti invece esternamente sono spesso glassati con lo zucchero e c’è da dire che oggi ne troviamo davvero per tutti i gusti, semplici o ripieni, integrali fino a quelli vegani, ma va anche detto che spesso al posto del burro viene usata la margarina, più economica in commercio e più facile da lavorare, ma sicuramente meno pregiata e aromatica di un buon burro.

E voi cosa preferite?

Dimenticando le calorie, il burro del croissant o il sapore più dolce e zuccherato del cornetto, è indiscutibile che sia tra le colazioni più amate in tutto il mondo e capace di rendere il risveglio un momento indimenticabile. Venite a trovarci presso Il Dolce Forno di Ale & Jac in Via Vittorio Veneto, 929 a Presezzo, in provincia di Bergamo, dove potrete assaggiare le nostre prelibatezze fatte in casa.

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